La normativa F-Gas riguarda chiunque possieda un impianto di refrigerazione, climatizzazione o una pompa di calore che contiene gas fluorurati. Stabilisce tre cose: ogni quanto vanno controllate le perdite, come vanno registrati gli interventi e quali gas non si possono più usare. Il riferimento è il Regolamento (UE) 2024/573, in vigore dall’11 marzo 2024.
In questa guida trovi gli obblighi che ricadono su chi gestisce l’impianto, con le scadenze e le soglie da conoscere.
Chi è responsabile: l’operatore
Per la normativa il responsabile è l’operatore, cioè chi ha il controllo effettivo del funzionamento dell’impianto. Di solito è il proprietario: il ristoratore, il titolare del supermercato, l’azienda che ha la cella o il chiller.
L’operatore deve far controllare le perdite alle scadenze previste, far riparare l’impianto senza ritardi quando una perdita viene trovata e affidare ogni intervento a un’impresa certificata F-Gas. Non può eseguire i controlli da solo, a meno che non abbia a sua volta personale certificato.
Ogni quanto vanno controllate le perdite
La frequenza non dipende dai chili di gas, ma dalle tonnellate di CO2 equivalente: i chili di refrigerante moltiplicati per il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP). Per questo due impianti con la stessa carica possono avere scadenze diverse.
| Carica dell’impianto | Controllo senza sistema di rilevamento | Controllo con sistema di rilevamento |
|---|---|---|
| Da 5 a meno di 50 t CO2 eq | Ogni 12 mesi | Ogni 24 mesi |
| Da 50 a meno di 500 t CO2 eq | Ogni 6 mesi | Ogni 12 mesi |
| Da 500 t CO2 eq in su | Ogni 3 mesi | Ogni 6 mesi |
Sotto le 5 tonnellate non c’è obbligo di controllo periodico. Per le apparecchiature ermeticamente sigillate la soglia sale a 10 tonnellate.
Un esempio pratico: l’R404A ha un GWP di 3.922, quindi bastano circa 1,3 kg di gas per superare le 5 tonnellate. Una cella frigorifera con 13 kg di R404A supera le 50 tonnellate e va controllata ogni sei mesi.
Il nuovo regolamento ha esteso i controlli anche ai gas di nuova generazione (HFO), che prima erano esclusi. In questo caso le soglie sono in chili: controllo annuale da 1 kg, semestrale da 10 kg, trimestrale da 100 kg.
Dopo la riparazione di una perdita, l’impianto va ricontrollato entro un mese per verificare che l’intervento abbia funzionato.
Il registro e la Banca Dati F-Gas
In Italia il vecchio registro cartaceo dell’apparecchiatura non esiste più: dal 25 settembre 2019 è sostituito dalla Banca Dati F-Gas, istituita con il D.P.R. 146/2018 e gestita dalle Camere di Commercio.
Funziona così:
- L’impresa certificata che esegue l’intervento lo comunica alla Banca Dati entro 30 giorni.
- Vanno comunicati tutti gli interventi: installazione, controllo delle perdite, manutenzione, riparazione e smantellamento.
- L’operatore non deve inserire nulla, ma può accedere alla Banca Dati con il codice del proprio impianto, verificare gli interventi registrati e scaricare l’attestato.
Conviene controllare ogni tanto che gli interventi risultino davvero registrati: in caso di ispezione è quello il documento che fa fede.
R404A e gas ad alto GWP: cosa non si può più fare
Il regolamento elimina gradualmente i gas con il maggiore impatto sul clima. Per chi ha un impianto esistente, le date che contano sono queste.
| Da quando | Cosa è vietato |
|---|---|
| 1° gennaio 2025 | Usare gas vergine con GWP pari o superiore a 2.500 (come R404A e R507A) per la manutenzione degli impianti fissi di refrigerazione |
| 1° gennaio 2026 | Lo stesso divieto per condizionatori e pompe di calore |
| 1° gennaio 2030 | Usare R404A e simili anche se rigenerati o riciclati, negli impianti di refrigerazione |
| 1° gennaio 2032 | Usare gas vergine con GWP pari o superiore a 750 per la manutenzione degli impianti fissi di refrigerazione, esclusi i chiller |
In concreto, un impianto a R404A oggi si può ancora ricaricare, ma solo con gas rigenerato o riciclato. Dal 2030 non si potrà più ricaricare affatto. Per il recupero del vecchio gas leggi la guida sullo smaltimento dei gas refrigeranti.
Chi ha un impianto a R404A ha quindi due strade:
- Retrofit: sostituire il gas con un refrigerante a GWP più basso compatibile con l’impianto, come R448A o R449A. Costa meno, ma va valutato caso per caso e non è una soluzione definitiva: anche questi gas superano la soglia di 750 prevista dal 2032.
- Sostituzione dell’impianto: passare a refrigeranti naturali come CO2 o propano, che non rientrano nei divieti.
La scelta dipende dall’età dell’impianto, dalle sue condizioni e da quanto ci si aspetta di usarlo ancora.
Checklist per chi gestisce un impianto
- Verifica quale gas contiene l’impianto e quanti chili: lo trovi sulla targhetta.
- Calcola le tonnellate di CO2 equivalente per capire ogni quanto serve il controllo.
- Fissa i controlli delle perdite con un’impresa certificata F-Gas.
- Accedi alla Banca Dati F-Gas e controlla che gli interventi siano registrati.
- Se l’impianto funziona a R404A o R507A, fai valutare retrofit o sostituzione prima del 2030.
Domande frequenti
Chi deve fare il controllo delle perdite F-Gas? Solo un’impresa certificata F-Gas con personale in possesso del patentino. L’operatore ha l’obbligo di farlo eseguire alle scadenze previste.
Il registro dell’apparecchiatura è ancora obbligatorio? Non in forma cartacea. Dal 25 settembre 2019 l’obbligo è assolto con la comunicazione degli interventi alla Banca Dati F-Gas da parte dell’impresa certificata.
Posso ancora ricaricare un impianto a R404A? Sì, ma solo con gas rigenerato o riciclato, e fino al 1° gennaio 2030. Il gas vergine è vietato per la manutenzione dal 2025.
Come si calcolano le tonnellate di CO2 equivalente? Si moltiplicano i chili di gas per il GWP del refrigerante e si divide per 1.000. Esempio: 10 kg di R404A × 3.922 ÷ 1.000 = 39,2 tonnellate.
Un impianto sotto le 5 tonnellate deve essere controllato? Non c’è un obbligo di controllo periodico delle perdite, ma gli interventi eseguiti vanno comunque comunicati alla Banca Dati.
Come possiamo aiutarti
MP Refrigerazione è un’impresa certificata F-Gas: eseguiamo i controlli delle perdite, registriamo gli interventi nella Banca Dati e valutiamo retrofit e sostituzione degli impianti a R404A in Piemonte, Lombardia e Liguria. Per maggiori informazioni contattaci.